No alla pena di morte!!

Nana e Paula. Due donne, una di 78 anni, l’altra di 15, hanno segnato la vita e l’attività di Bill Pleike. Per loro, stamattina, Bill ha portato la sua testimonianza al Vico, in occasione della “Giornata mondiale senza pena di morte-Cities For Life“.
Presidente dell’associazione americana “The journey of hope”, Bill si batte per l’abolizione della pena capitale in tutto il mondo. Anche al Vico, ha gridato con forza che “solo il perdono può curare la violenza” e rompere il circolo vizioso della vendetta, il “knife to knife”. Come ha imparato sulla sua pelle. 

Era il 1985 quando la nonna Nana fu uccisa in casa da quattro ragazze che volevano rapinarla. Per una di queste, Paula Cooper, Bill si mobilitò affinchè fosse sospesa la condanna a morte: raccolse firme, sensibilizzò l’opinione pubblica, anche in Italia, e alla fine riuscì nell’impresa. La Cooper fu rilasciata nel 2003, si unì all’associazione di Bill, ma poi si suicidò.
“Io sapevo che Paola Cooper non era cosciente di ciò che stava facendo – ha detto Bill a proposito dell’omicidio della nonna – sapevo che dovevo perdonare. Pregavo per avere forza e compassione. La mia famiglia non ha compreso, ma so di aver fatto la cosa giusta. E cerco di mantenere questa promessa da 31 anni”.
Trentuno anni fatti di proteste e battaglie, di storie tragiche e di incontri profondi. Sempre con l’obiettivo di salvare vite umane: quelle dei condannati a morte, ma anche quelle dei familiari delle vittime. Perchè “la pena di morte rovina molte famiglie in America” – ha detto Pelke. E poi c’è il dramma delle morti innocenti: “Negli Usa più di 160 persone sono state condannate e giustiziate per crimini non commessi, ma se una persona muore ed era innocente non cè modo di ridargli la vita”.
Di qui lo stimolo a testimoniare la propria esperienza perchè si prenda coscienza dei problemi, partendo dall’amore per l’umanità e facendo leva sull’insegnamento di Gesù, “perdonare 70 volte sette”: “Ogni volta che vediamo qualcosa di sbagliato – ha detto Pleike – dobbiamo alzarci e protestare”.

Oppure, semplicente, firmare. Al termine dell’incontro in Aula Magna, infatti, i ragazzi sono stati invitati a sottoscrivere la moratoria internazionale contro la pena di morte, con il supporto della Comunità di sant’Egidio, promotrice dell’incontro e rappresentata da Giulia D’Alba. Presenti anche gli assessori comunali Rocco D’Anzi e Sabrina Sannelli, il docente coordinatore dell’iniziativa, Pietro Clemente, e l’interprete inglese Silvana Caldarazzo.

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