Mattia, il liceale curioso che scoprì il cardo in Scozia…

Una pianta umile, dal fiore viola, con foglie acuminate. Il cardo non fiorisce solo nei canyon della nostra gravina, ma fa bella mostra di sé anche sulla bandiera della Scozia, di cui è il simbolo nazionale.

A notarlo Mattia Pio Clemente, un nostro alunno di IV F, che, dopo una vacanza studio estiva ad Edimburgo, ha preso carta e penna (o meglio, la tastiera del suo pc) per scrivere niente di meno che alla Regina Elisabetta II d’Inghilterra. E lei, proprio The Queen, lo ha onorato di una sua risposta, con tanto di timbro della “Royal Mail”.

Insomma, il fatto è questo: Mattia, che ha un acuto spirito di osservazione, durante il suo soggiorno, ha constatato questa comunanza iconografica tra il logo della Scozia, antico simbolo celtico di nobiltà, e la tradizione della maiolica laertina, ispirata alla vegetazione delle gravine. Così, ha deciso di comunicarlo alla Regina, per informarla di questo legame che tiene unite terre così lontane. “Ho ritenuto importante riferirle anche le mie impressioni sulla Scozia, terra meravigliosa che resterà per sempre nel mio cuore” – ha precisato Mattia.

“Her Majesty”, nella risposta indirizzata a Mattia, datata 4 novembre, ha fatto sapere di aver avuto piacere a leggere le osservazioni del giovane studente, ringraziandolo delle sue parole.

L’umile cardo, dunque, ancora oggi unisce culture e popoli. Come quando – correva l’anno Mille – fu proprio grazie alle sue spine che, come racconta la leggenda, un gruppo di soldati scozzesi si salvò da un’imboscata di Vichinghi (coi piedi nudi erano incappati nelle sue spine, lanciando urla disperate che fecero fallire il loro piano). Da allora il fiore spinoso delle “Highlands” è assurto al rango d’onore. Come il cardo delle profonde gravine viene ammirato dipinto sulle più preziose maioliche laertine. Anche al Queen Victoria and Albert Museum di Londra.

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